Fitoterapia

Fitoterapia

Fitoterapia  Spagyrica
La fitoterapia spagyrica nasce con Paracelso, a lui dobbiamo la coniazione di “spagiria”​, un termine che deriva dall’unione di due parole greche: Spao, che significa separare, Ageiro, che significa ricombinare.

La parola fa riferimento al processo specifico di preparazione del prodotto spagirico, il punto di forza di questo illustre scienziato.  Le piante subiscono un lungo processo di trasformazione al fine di ottenerne l´essenza e conservare tutti i principi necessari al suo utilizzo terapeutico. Tutto il processo è accompagnato dall´esposizione alla luce del sole e della luna che arricchiscono ulteriormente le proprietà vibrazionali della pianta, inoltre, si differenzia da quello dei rimedi fitoderivati e permette di eliminare i componenti pericolosi dalle formulazioni. Infatti, i rimedi spagirici sono totalmente innocui, senza effetti collaterali noti e non interferiscono con altri trattamenti.

Il metodo di preparazione degli spagirici offre una dimensione energetica simile all’omeopatia.  La principale differenza tra omeopatia e spagiria è rappresentata dal processo di preparazione delle terapie. L’omeopatia aumenta il potenziale del rimedio per diluizioni successive e vigorosa agitazione; in Spagiria la forza del rimedio è aumentata dal suo processo di preparazione specifico, e non dalle diluizioni.

Potremmo dire che la Spagiria è un ponte tra la fitoterapia e l’omeopatia e che unisce i vantaggi di questi due sistemi terapeutici.

Il rimedio spagirico aiuta il paziente a evolversi mentalmente per capire, a poco a poco, la vera causa della sua malattia. Questo è un passo essenziale nel processo di guarigione.

Il suo insegnamento si può sintetizzare in una sua frase: “La natura è il primo e il più grande alchimista: la trasformazione della materia non è altro che la vita”.

Floriterapia

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ogni vegetale che contenga, in uno o più dei propri organi, sostanze farmacologicamente attive merita il nome di pianta medicinale.

Quasi sempre le sostanze farmacologicamente attive presenti in una pianta medicinale sono molteplici. Questo insieme di sostanze, detto “fitocomplesso” determina le caratteristiche terapeutiche o preventive dominanti di quella pianta.

Ricondotta ai suoi principi essenziali, la fitoterapia è l’impiego delle piante medicinali a scopo preventivo o curativo. Essa non è dunque una filosofia, una scuola di pensiero o una medicina “alternativa”, bensì una branca, nobile ed antica, della farmacologia scientifica.

La fitoterapia che rispetta i criteri scientifici ufficialmente riconosciuti consente di affrontare molte patologie e problemi con approcci differenti, a seconda della loro entità.

Essa è indicata nelle terapie di lunga durata (per esempio osteoporosi, aterosclerosi, obesità), perché è generalmente ben tollerata e priva di importanti effetti collaterali.

Allo stesso modo, costituisce un rimedio adeguato anche nei problemi di lieve o media entità e, in associazione ai farmaci di sintesi, può essere in grado di incrementarne l’efficacia e soprattutto di ridurne gli effetti collaterali indesiderati.